Anche Israele lascia l'Unesco. Netanyahu: "Organismo ONU ormai distorce la storia"

giovedì 12 ottobre 2017 - 19.47

Dopo aver accolto con amarezza la decisione della Casa Bianca di ritirare gli USA dall'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, apprende che anche l'Israele è pronto a uscirne.  In parallelo, infatti, con la presa di posizione degli Stati Uniti, il premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha dato istruzioni per "preparare l'uscita di Israele" dall'Organizzazione. "La decisione del presidente Trump è coraggiosa e morale, perché l'Unesco è diventato un teatro dell'assurdo e perché piuttosto che preservare la storia la distorce", ha commentato Netanyahu. Il Dipartimento di Stato americano ha motivato la decisione: "Non è stata presa a cuor leggero e riflette le preoccupazioni degli Stati Uniti per il crescente arretramento dell'Unesco, per la necessità di una fondamentale riforma dell'organizzazione e per i suoi persistenti pregiudizi anti-Israele". Il divorzio era nell'aria dall'ormai lontano 2011, anno in cui l'UNESCO annunciò l'ingresso della Palestina come 195° Stato membro, suscitando immediatamente le ire di Israele e degli Stati Uniti, che da quel momento interruppero l'erogazione di fondi a favore dell'Organizzazione. Come noto, Washington si è sempre opposta a qualunque riconoscimento della Palestina quale Stato prima di un patto di pace in Medio Oriente. Il Direttore Generale dell'Organizzazione, Irina Bokova, ha espresso ufficialmente il proprio rammarico per la decisione assunta dagli USA.

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Teleborsa